Un decennio di crisi per la moda.

fashion_5Il secondo aspetto da valutare con attenzione è il continuo aumento della disugguaglianza nella ripartizione dei redditi. Cosa significa? Semplicemente che in nazioni come per esempio gli Stati Uniti, l’ampliamento della disuguaglianza tra gli introiti delle differenti classi sociali si sta facendo sempre maggiore. Questo non fa altro che ampliare il divario tra ricchi e poveri. A cosa può portare (o sta portando)? Questo fa sì che nonostante il potere di acquisto totale di una determinata area economica può essere limitato, i consumatori dall’alto reddito garantiscono in ogni caso l’opportunità di rendere vivo il mercato con una domanda sempre crescente relativa ai beni di lusso (tra questi ovviamente l’alta moda).

Potrebbe ancora essere prematuro valutare le sfaccettature derivanti dagli effetti di questa lunga crisi. È però possibile dire che molte delle imprese italiane, nel settore della moda, hanno vissuto dei periodi finanziari devastanti. È infatti evidente che sempre le grandi corporazioni francesi facenti parte di questo settore, stanno lavorando per acquisire parte, (o in toto) molte delle maggiori imprese italiane di questo settore. Qualcosa di impensabile fino a pochi anni or sono.

Non sono quindi molte le aziende italiane che godono di buona salute in Italia (almeno nel settore della moda). Tra queste è ovviamente impossibile non nominare l’azienda creata e gestita da Giorgio Armani. Durante il corso degli ultimi anni, l’impero Armani sta cercando di acquisire molte imprese manifatturiere già licenziatarie del suo marchio. Stiamo quindi parlando di una strategia che ha ben poco del difensivo, ma che appare indicare un trend che porta a valorizzare le idee origini manifatturiere che hanno garantito il successo nel corso degli anni alla moda italiana.

Forse, una vera e propria via di uscita da un periodo di crisi, e nella più rosea delle ipotesi, una prospettiva che permetta al settore della moda italiana di recuperare competitività a livello internazionale.

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